Il vicepresidente dell’Associazione Italiana Allenatori, nonché ex allenatore granata, ha fatto visita ad Abate in ritiro
A seguire il ritiro del Torino a Pinzolo c’è anche Giancarlo Camolese. L’ex allenatore granata, in qualità di vice presidente dell’Associazione Allenatori, sta facendo visita alle squadre impegnate nella fase della preparazione estiva. Dopo Bologna ed Arezzo, è toccato al Torino: Camolese ha seguito l’allenamento e ha incontrato Abate e il suo staff. L’attuale allenatore granata è stato in passato – nella sua unica stagione al Torino – proprio un giocatore di Camolese.
Camolese, cosa ne pensa di Abate?
«Ignazio è stato per un breve periodo un mio calciatore nel 2008 e ho un ricordo di un ragazzo serio, poi l’ho visto crescere come allenatore. Bisogna sostenerlo. Come tutti gli allenatori che arrivano per la prima volta in Serie A dovrà capire la categoria, ma alle spalle ha una grande carriera da giocatore, ha fatto delle esperienze importanti da tecnico in C e in B in piazze complicate sotto molti aspetti. Credo che per Abate il Toro possa essere il posto giusto».
Le piace Cacciamani?
«Negli scorsi mesi in tanti mi chiedevano di Cacciamani: quando l’ho visto giocare mi è piaciuto. Poi tutti i ragazzi che arrivano dal settore giovanile li guardiamo con un occhio privilegiato. Per Cacciamani il Toro è una grande opportunità, ma bisogna avere pazienza. Al Toro però c’è un allenatore che lo conosce e che lo saprà utilizzare nel modo migliore».
Cosa pensa delle idee di gioco di Abate?
«In generale adesso tutti gli allenatori sono attenti alla costruzione dal basso, al palleggio per evitare il pressing avversario: credo sia una buona cosa. Poi non tutte le partite saranno uguali, in alcuni casi bisognerà scavalcare la metà campo con un lancio lungo. Gli allenatori oggi cercano di preparare soluzioni e tattiche diverse, poi scelgono in base al momento dei giocatori e alle situazioni. Ora non ci si stupisce più se un allenatore cambia modo di giocare: viene visto come una dote, un po’ di tempo fa veniva letto come un sintomo di insicurezza».
Le piace Cacciamani?
«Negli scorsi mesi in tanti mi chiedevano di Cacciamani: quando l’ho visto giocare mi è piaciuto. Poi tutti i ragazzi che arrivano dal settore giovanile li guardiamo con un occhio privilegiato. Per Cacciamani il Toro è una grande opportunità, ma bisogna avere pazienza. Al Toro però c’è un allenatore che lo conosce e che lo saprà utilizzare nel modo migliore».
La Maratona tornerà a riempiris, quanto sarà importante per la squadra?
«Ho sempre avuto rispetto per le opinioni dei tifosi, ma vedere la Maratona vuota mi faceva male. Mi dispiaceva anche per i ragazzi nuovi che non hanno mai sentito il calore che può dare lo stadio del Toro. Io tifo per la maglia, per la squadra, poi ognuno ha le sue opinioni, però rivedere lo stadio pieno è importante».
Può aiutare anche Abate?
«Sì, mettetevi soprattutto nei panni dei giocatori che arrivano in un ambiente nuovo e che non sentono il calore della tifoseria, che vivono solo la contestazione… non è un bel biglietto da visita del Toro. Io so bene che qua c’è tanta passione e che i tifosi possono dare una mano. Poi durante la partita la gente è libera di applaudire o di fischiare».
Ecco il video:
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